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04. Proteggersi dalla corrosione

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Proteggersi dalla corrosione
Come l’ossigeno corrode il ferro e avvizzisce i cibi così, quando respiriamo, l’ossigeno “corrode” l’organismo, producendo degli “scarti” della respirazione chiamati “radicali liberi”. Il loro ruolo sarebbe quello di concorrere, con il sistema immunitario, all’eliminazione dei germi, alla difesa dai batteri, a mantenere tonica la muscolatura liscia e dei vasi sanguigni. La loro presenza è necessaria, ma in quantità minima. Oltre una certa soglia può divenire dannosa, i radicali liberi possono legarsi alle cellule sane e danneggiarne il materiale genetico.
I radicali liberi si attaccano alle strutture:
• proteiche, determinando il malfunzionamento degli enzimi
• lipidiche, alterando la struttura delle membrane cellulari
• glucidiche, alterando l’equilibrio glicemico
• del DNA, provocando danni biochimici gravi e spesso irreversibili.
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Lo stress ossidativo corrode
La presenza di un eccesso di radicali liberi nell’organismo comporta, così, uno “stress ossidativo” che accelera l’invecchiamento cellulare. Lo stress ossidativo espone a una serie di rischi:
• riduzione della memoria e della concentrazione
• disturbi del sonno
• capelli bianchi o calvizie
• comparsa di rughe e macchie sulla pelle
• diminuzione della massa muscolare ed aumento della massa grassa
• riduzione delle difese immunitarie
• diminuzione di energia
• stress, con ansia e depressione.
Come contrastare i radicali liberi
Le condizioni ottimali per contrastare l’azione dei radicali liberi sono:
1. preferire un’alimentazione ricca di cibi antiossidanti
2. conservare adeguatamente i cibi
3. svolgere attività fisica moderata
4. ridurre l’esposizione ai fattori nocivi.

1. Preferire una sana alimentazione significa garantire un’efficace azione antiossidante, specie se si mette in tavola frutta ricca di bioflavonoidi (come uva nera, prugne nere, mirtilli, more e fragole) e si fa uso di olio d’oliva.
Importante è il modo in cui viene conservato il cibo così che mantenga integre le sostanze antiossidanti naturalmente presenti negli alimenti:
• preferire sempre cibi freschi
• non usare troppa acqua durante la cottura
• non eccedere nel tagliare, sbucciare, affettare, lavare o lasciare a bagno nell’acqua
• non prolungare troppo la cottura e non cuocere a temperature troppo alte
• riutilizzare l’acqua usata per bollire (contiene gli antiossidanti liberati dai cibi)
• non tenere in frigo i cibi cotti per più di un giorno e quelli freschi per più di 3-4 giorni
• evitare l’acquisto di alimenti già tagliati
• conservare i cibi sottovuoto, o perlomeno in contenitori a tenuta ermetica.
L’attività fisica moderata, inoltre, favorisce lo smaltimento dei radicali liberi ed è un’alleata per mantenere l’equilibrio ossidativo necessario al benessere dell’organismo. Il programma motorio ideale è quello che richiede attività che implichi una bassa frequenza cardiaca.
La formazione di radicali liberi può essere ridotta evitando l’esposizione ad agenti facilitanti la loro formazione, quali:
• infiammazioni
• fumo di sigaretta
• sole forte e radiazioni ultraviolette
• stress
• elevato consumo di alcool
• esposizione ad ambienti inquinati
• attività fisica intensa
• dieta eccessivamente ricca di proteine e di grassi animali
• trattamenti a base di farmaci, soprattutto cortisonici (dal momento che sovraccaricano di glucosio l’organismo senza lasciargli la possibilità di smaltirlo rapidamente).
La longevità è anche una questione di ormoni
Tra gli ormoni che svolgono un ruolo importante nel processo di un sano invecchiamento, e per questo definiti da alcuni “ormoni della giovinezza”, si trovano:
• la melatonina sembra rallentare la normale senescenza del cervello e svolgere un ruolo positivo nelle malattie neurovegetative. In generale, questo ormone ha effetti benefici sull’invecchiamento, agendo sul sonno e stimolando le difese immunitarie e le capacità anti-ossidanti
• l’ormone della crescita (GH) viene considerato un fattore protettivo contro l’invecchiamento dell’organismo. Una ricerca ha rilevato come uomini sani trattati con GH, per sei mesi, erano in grado di diminuire il grasso corporeo del 14,4%, di aumentare la massa muscolare dell’8,8%, di incrementare lo spessore cutaneo del 7,1% e la densità ossea dell’1,6%

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